
Il tempo del corteggiamento
Quando la lontananza diventava attesa
Nelle ore lontane da Anna, il desiderio di rivederla diventa poesia e promessa di un futuro insieme.
Anna nei pensieri di Giovanni
Dopo il ritorno dalla licenza, Anna occupò un posto sempre più grande nei pensieri di Giovanni. Nei suoi versi lui scrive che, quando è lontana, gli sembra che la luce se ne vada con lei. Non racconta una partenza precisa né spiega perché Anna si allontani: dà voce alla sensazione di sentirne la mancanza.
Quando sono separati, Giovanni si sente ancora vicino a lei con il cuore e con il pensiero. Quando torna da lei, invece, la sua presenza gli fa sentire che quello è il momento più bello della giornata. La felicità di ritrovarla fa risaltare le ore trascorse senza di lei.


Dal desiderio alla promessa
Nel 1941 i versi di Giovanni diventano più intensi. In primavera, se le labbra non sanno dirle quanto la ama, le chiede di guardarlo negli occhi e ascoltare il battito del suo cuore. Scrive del primo amore come di qualcosa che gli riempie la vita e che vorrebbe vivere insieme ad Anna.
A luglio immagina le giornate future accanto a lei, ma non parla soltanto del domani. Desidera averla vicina, poterle parlare e baciarla. Mentre lavora, il pensiero corre da Anna; nelle poesie le chiede di avvicinarsi e le offre le sue speranze. Vorrebbe portarle i fiori di tutti i giardini, come se quel dono potesse contenere tutta la gratitudine che prova per averla incontrata.
Quando guarda le stelle, le parla nei versi. Nei momenti di lontananza le immagini del cielo diventano un modo per sentirla vicina; nei momenti di speranza, diventano il segno di un futuro che vorrebbe condividere con lei. L’amore di Giovanni passa così dalla nostalgia al desiderio e dal desiderio alla promessa.
