
Verso il 3 dicembre 1942
La malattia, la promessa e le nozze
La preoccupazione per Anna malata, la preghiera e il futuro immaginato insieme, fino alle nozze a Bonaria.
La paura di non poterle stare accanto
Il 24 febbraio 1942, secondo la data che sembra leggibile sulla pagina, Giovanni seppe che Anna era malata. Non poteva andare da lei. La distanza, questa volta, non significava soltanto desiderare di rivederla: significava sapere che stava soffrendo e non poterle essere vicino.
Giovanni portò il pensiero accanto a lei e pregò Dio perché guarisse presto. Nelle sue parole si sente il tormento di chi vorrebbe raggiungere la persona amata e si trova invece costretto a restare lontano. La fede diventa una preghiera concreta, rivolta alla guarigione di Anna e alla speranza di poterla rivedere.

Un futuro da condividere
Il 22 luglio Giovanni rinnova la promessa di passare tutta la vita con lei. Scrive che le offre il proprio cuore e che nulla dovrebbe riuscire a tenerli lontani. Il 6 ottobre ricorda che sono trascorsi due anni dal loro incontro: il giorno in cui l’attesa al Terrapieno era diventata l’inizio di una vita insieme.
Il 3 dicembre 1942 Giovanni e Anna si sposano. La promessa pronunciata nei versi prende forma nella loro scelta di diventare marito e moglie. La stessa chiesa di Bonaria, dove si erano sposati, sarebbe rimasta per Giovanni un luogo di fede e di gratitudine.


La storia scritta negli anni
Dopo le nozze, nel manoscritto non troviamo ricordi della vita matrimoniale di Giovanni e Anna. Le pagine non seguono quegli anni mentre si svolgono: Giovanni continua a scrivere a distanza di tempo, affidando alla carta ricordi e date quando ormai appartengono al passato. Tra il racconto delle nozze e le parole scritte negli anni successivi resta così un tratto di vita che conosciamo attraverso ciò che è accaduto, ma che lui non ha narrato giorno per giorno.
